Pinzano e le due guerre mondiali

Pinzano tra le due guerre

Pinzano e le due guerre mondiali


Nel 1914, allo scoppio della prima guerra mondiale, Pinzano divenne centro di movimento truppe e sulle colline vennero installate postazioni militari e di artiglieria. Il 26 ottobre 1917, a seguito della battaglia di Caporetto, giunsero a Pinzano le prime truppe italiane in ritirata, e nei giorni successivi il paese visse un vero e proprio esodo sia di militari che di civili.

Durante la seconda guerra mondiale si cominciò la costruzione di un ossario sul colle Pion: il sacrario militare germanico era stato ideato come mausoleo, che avrebbe dovuto custodire le spoglie di circa trentamila soldati tedeschi ed austriaci caduti nella prima guerra mondiale. Il governo tedesco scelse come sito di costruzione il colle, non lontano dal ponte di Pinzano, da dove si poteva godere una spettacolare vista sul Tagliamento. Nel 1938 iniziarono i lavori di costruzione della struttura che però si interruppero in seguito all’armistizio dell’8 settembre 1943 e non vennero mai più ripresi.

In seguito all’armistizio la zona divenne presidio di truppe tedesche, che furono attaccate con successo da una squadra partigiana nel settembre 1944.  Pinzano era infatti una zona contesa al confine con la Repubblica della Carnia, istituita dagli stessi partigiani e sopravvissuta per pochi giorni tra il settembre e l’ottobre 1944.

Ambientato proprio a Pinzano, il romanzo “E io sono tuo filio gianni” di Fabio Garzitto narra la storia drammatica realmente accaduta di Gianni Missana, un ragazzo di sedici anni impiccato dai nazisti che occupavano il paese di Pinzano al Tagliamento nel 1944. Gianni era stato accusato di aver aiutato i partigiani come staffetta, in cambio di un pacchetto di sigarette. Fu arrestato e torturato insieme ad altri suoi 3 coetanei che vennero condannati a morte e giustiziati nelle piazze dei loro rispettivi paesi.

Il libro ha ispirato anche il film “Il Sole tramonta a mezzanotte”, diretto da Christian Canderan e realizzato con il sostegno della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e della Comunità Montana del Friuli Occidentale, nonché di numerose associazioni locali.

Per esplorare la zona e saperne di più sulle guerre che si combatterono qui, vi consigliamo di contattare il Museo della Grande Guerra di Ragogna: http://www.grandeguerra-ragogna.it/ita/visite.php